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LA SETTIMANA SANTA A SIVIGLIA
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Quello della Settimana Santa é uno degli eventi piú importanti di Siviglia che si celebra ormai da secoli; la sua origine risale probabilmente al secolo XIV.
Le confraternite fanno una processione di penitenza per le strade (molte volte strette) della cittá, dalla loro chiesa fino alla Cattedrale e viceversa, compiendo un percorso il piú breve possibile, cosí come decretato dalla ordinanza del cardinale Niño de Guevara nel secolo XVII.
Molti sivigliani aspettano con impazienza questo importante evento annuale, cosí come aspettano la Fiera di Aprile (Feria de Abril).
Con inizio la Domenica delle Palme e fine la Domenica di Pasqua, durante la Settimana Santa ben 60 Confraternite fanno la loro visita religiosa alla Cattedrale di Siviglia.

Le tappe
Nei due giorni antecedenti la Domenica della Palme, cioè il Venerdì ed il Sabato di Passione (Viernes de Dolores y Sabado de Pasión), nelle zone periferiche della città andalusa, già si svolgono alcune processioni che però non transitano per la Cattedrale.

Domenica delle Palme (Domingo de Ramos)
Lunedi Santo (Lunes Santo)
Martedi Santo (Martes Santo)
Mercoledi Santo (Miércoles Santo)
Giovedi Santo (Jueves Santo)
Venerdì Santo mattina (Viernes Santo - Madrugada)
Venerdi Santo sera (Viernes Santo - Tarde)
Sabato Santo (Sábado Santo)
Domenica di Pasqua (Domingo de Resurrección)

Processioni e Misteri
La maggior parte delle confraternite portano in processione due Misteri: uno con il Cristo, che rappresenta una scena della Passione, Morte e Resurrezione di Gesú Cristo, e l’altro con la Vergine. Alcune confraternite portano in processione tre Misteri tra cui: l'Amor, la Cena, San Benito o la Trinidad; altre solo uno: la Quinta Angustia, la Soledad di San Buonaventura o la Soledad di San Lorenzo.
In questi otto giorni, un totale di 60 confraternite portano i loro 116 Misteri dalla propria chiesa fino alla Cattedrale e viceversa, accompagnati da circa 60.000 fratelli che partecipano con funzioni diverse:

• Nazareni
• Penitenti
• Portantini
• Chierichetti

Gli spettatori raggiungono il milione durante la notte piú importante della Settimana Santa sivigliana "la Madrugada" (tra la notte del Giovedí e il Venerdí), quando le confraternite del Silenzio, del Gran Potere, del Calvario, dei Gitani, della Speranza di Triana e della Macarena intraprendono la loro processione verso la Cattedrale di Siviglia (Catedral de Sevilla).
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Una breve introduzione alle processioni
Un modo per comprendere la Settimana Santa a Siviglia, é sapere in che cosa consiste una processione.

1 - Le Marce (Marchas)
Le bande musicali che accompagnano i misteri suonano le marce delle confraternite, molte delle quali bellissime e di grande qualitá musicale, come per esempio: Amargura, Virgen del Valle o Jesús de las Penas.
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2 - La Croce guida (Cruz de Guía)
L’insegna che apre il corteo processionale, affiancata da due nazareni che portano con sé delle lucerne.
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3 - La Folla
Gente che si riunisce soprattutto vicino ai misteri, e in zone determinate del tragitto delle confraternite.


4 - I Nazareni (Nazarenos)
I membri delle confraternite che formano il corteo processionale portando ceri o insegne, portano una tunica e il volto coperto da una maschera e un cappuccio.
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5 - Il Mistero del Cristo (Paso de Misterio o Paso para Cristo)
Si chiama Mistero l’insieme formato dalla portantina e dall’immagine che vi si trova sopra.
Il Mistero puó essere del Cristo, se porta sopra Gesú, della Vergine (chiamato anche palio), o puó essere formato da piú personaggi che rappresentano un momento della Passione.
I Misteri vengono trasportati dai portantini o "Costaleros", una trentina di uomini forti, normalmente della stessa confraternita, che passano quasi inosservati sotto le statue. Sono guidati dal caposquadra per le strette vie di Siviglia.
La statua del Cristo é il primo mistero che viene portato in processione.


6 - I Penitenti (Penitentes)
I Penitenti sono i membri della confraternita, che stanno compiendo un autentico atto di penitenza, portano una o due croci di legno, e molto spesso percorrono scalzi tutto il tragitto, spesso lo fanno per compiere un voto.
I Penitenti sono vestiti come i Nazareni, ma non portano il cappuccio, per cui la parte superiore del coprivolto pende dietro.
I penitenti stanno dietro la statua del Cristo.
É il Mistero con la Vergine, detta anche l’Addolorata, l’Amarezza o in modo ottimista la Speranza.
Per i sivigliani questa é la parte piú importante di tutta la processione. Possono aspettare ore in un posto strateggico per veder passare la “loro” Vergine in questo punto particolare (molto spesso si tratta dell’uscita (salida) o dell’entrata in chiesa, ma si puó trattare anche di punti particolari del percorso).
Per i sivigliani ogni Vergine é differente, unica e speciale, sebbene agli occhi di un turista possano sembrare tutte uguali.
Questo perché, al contrario del Cristo, che ha diverse rappresentazioni, le immagini della Vergine rappresentano tutte lo stesso momento della storia biblica: la Madre che piange per la morte del figlio.
Quest’unica rappresentazione presenta dettagli distinti, che i sivigliani conoscono bene, ma che sanno che per un visitatore non é facile percepire ad una prima occhiata. Solo dopo aver visto diverse statue della Vergine potrá forse cominciare a distinguerle.
Un elemento molto importante che cambia é il manto, l’ enorme stola di tessuti nobili, nella maggior parte dei casi straordinariamente ricamato, che partendo dall’immagine della Vergine si estende fin sopra il supporto rigido.
Un drappo sostenuto da pali ricopre il mistero, come se fosse un tetto posto a protezione dell’immagine.
Molti di questi drappi sono dei veri gioielli d’oreficeria e ricamo.
Ci sono poi i “varales”, i dodici supporti verticali che sorreggono il palio, anche questi finemente decorati e lasciati un po’ liberi, cosí da fare in modo che il caratteristico movimento dei portantini si trasmetta a tutta la struttura.
E per ultimo, ma non per questo meno importante, da vicino é possibile apprezzare le differenze nel volto delle Vergini.

8 - I Portantini o Portatori (Costaleros)
I Costaleros sono gli eroi anonimi che, nascosti sotto i drappi del Paso o del Palio, si sottomettono orgogliosamente al duro compito di trasportare un carico che supera la tonnellata.
Essi obbediscono agli ordini del Capataz, che li guida con la voce e con l'aiuto del Llamador, un oggetto metallico che batte sul carro per dare ai portatori i vari ordini: fermarsi, prepararsi, sollevare o ripartire.
Le soste sono frequenti, sia per dare respiro ai Costaleros, sia per permettere alla folla di venerare meglio le venerate Immagini.
La partenza del Paso o del Palio è impressionante, per il balzo improvviso e lo sforzo che è facilmente immaginabile terribile, ed è salutata dai sivigliani con un tripudio di applausi, che si ripetono quando si passa, con estrema abilità e grazia, in certi punti strategici o davanti a certe chiese.

- Testo a cura del dott. Francesco Stanzione, sulla base di notizie tratte dal web.
- Foto tratte dal web.

STRUTTURA E CARATTERISTICHE DEI "PASOS"

Debemos distinguir entre el Paso para la Virgen o Paso de Palio y el Paso para Cristo o Paso de Misterio.
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Los pasos de Misterio portan imágenes de Jesús. En los pasos de Cristo puede verse al Crucificado. A los pasos en los que Jesús aparece con la Cruz al Hombro sólo o acompañado del Cirineo suelen ser llamados pasos de Nazareno. Y aquellos pasos en los que Jesús aparece rodeado de sus discípulos, sayones, esclavos, romanos, la Virgen, las Santas Mujeres o los Santos Varones, son llamados, más propiamente, pasos de misterio en los que se representan escenas pasionistas. Tanto los pasos de Cristo como los de misterio poseen casi siempre la misma estructura aunque muy distintas proporciones. Todos sin distinción tienen su parihuela, que es la estructura, generalmente de madera, que soporta todo lo que es el paso. Su forma es rectangular. A los lados cortos se les llama delantera y trasera de la parihuela o del paso y a los lados largos costeros. A la parte superior de la parihuela, sobre la que descansa la canastilla, se llama mesa. A lo largo del paso se distribuyen las trabajaderas que en número de entre seis a diez van paralelas al frontal del paso desde el costero ( o lado) izquierdo hasta el costero derecho. Las trabajaderas son listones gruesos de madera gracias a los cuales los costaleros pueden cargar con los pasos sobres sus cuellos. Para ello usan la molía, y el costal, en algunas ocasiones, que les ayudan en esta labor. Todo ello queda en pie, por las patas, que en el paso de misterio son seis. En muchos casos, las patas del paso tienen en el extremo inferior una parte que se abate, para rebajar la altura del paso en ocasiones, esta parte plegable toma el nombre de zanco. Los cofrades le dicen chambrana al palo que arriostra las patas de los pasos.
. La Parihuela va cubierta en su frontal, trasera y costeros por respiraderos y faldones aunque en algún casos sólo existen faldones que incorporan mallas o calados a modo de respiraderos. Los respiraderos pueden ser de maderas nobles talladas, de maderas talladas y doradas o de metales nobles. En el frontal y en la trasera pueden existir unos listones cortos del mismo o parecido estilo al de los respiraderos llamados maniquetas, que son rastro de las primitivas andas. Son cuatro en total, una en cada esquina. Las maniquetas nos recuerdan las varas que todavla conservan los pasos que son cargados por fuera: el del Cristo o los de la cofradía del Nazareno. Cuando en el XVII los pasos empiezan a cargarlos los mercenarios aparecen los faldones y desaparecen las varas. Para que el recuerdo sea más completo, al lado de cada maniqueta va un penitente con el antifaz sin capirote, sin cartón, y es el maniquetero. Al patero, cargador que va junto a la pata del paso, la maniqueta le resta mucha visibilidad. Sobre la parihuela está el canasto o canastilla, que puede ser casi de las mismas dimensiones que la parihuela o ser algo más reducida dejando una pequeña zona lisa y es del mismo estilo que los respiraderos. En esta zona lisa, que existe siempre aunque sea muy reducida, en concreto en la parte frontal del paso va el llamador o martillo con el que el capataz da las ordenes de "levantá" y arriado de los pasos. La canastilla suele ir adornada por cartelas, angelitos, capillas. Las cartelas son unos bajorelieves, pinturas, terracotas o esculturas en madera que representan escenas de la Pasión y que suelen estar distribuidas por los costeros, frontal y trasera de la canastilla. Suelen ser de forma ovalada.
. Los primeros pasos fueron unas andas donde sólo cabía la imagen, y ésta quedaba iluminada por los hachones y, desde el siglo XVII, por los faroles que los acólitos portaban alrededor del paso; reminiscencia de todo esto, los cuatro ciriales que, ahora, van delante del paso. Por ello las imágenes de los pasos de misterio se iluminan con candelabros, faroles o hachones, que se sitúan sobre la canastilla. El candelabro es un candelero con varios brazos; lo forman unos elementos de madera que montados sobre un esqueleto metálico de formas redondeadas y retorcidas y en cierto modo arborescentes, soportan una serie de guardabrisas o tulipas de cristal que suelen estar distribuidos en distintos niveles y que llevan un pequeño cirio en su interior. En los pasos de misterio son de madera tallada y dorada, y los brazos lo rematan unos pequeños fanales de vidrio, abiertos por arriba, y en su interior está la cera. Este fanal se llama aquí tulipa o guardabrisa (como le dicen en Sevilla) y no sólo impide que la vela se apague sino que también evita que se manchen de cera los objetos que hay alrededor del candelabro. Los faroles suelen ser metálicos y de cristal. Llevan en su interior varios cirios. El hachón es un cirio muy grueso que tiene varias mechas o pabilos. Suelen portarlos algunos pasos de crucificados. En términos generales, a la iluminación del paso de misterio se le denomina "la cera". Por último podemos encontrarnos con un monte de claveles o de lirios bajo las imágenes o frisos en los bordes superiores e inferiores de la canastilla.
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Los pasos de palio también tienen su parihuela con seis o siete trabajaderas y ésta va rodeade de respiraderos en plata, plata sobredorada o alpaca y faldones, algunos de los cuales también llevan bordados medallones con algunas escenas respresentativas. Los faldones suelen ir unidos por broches, bien sean de orfebrería o bordados Pueden llevar o no maniguetas. A la parte superior de la parihuela se le llama tablero. Sobre el tablero se colocan la candeleria, la peana, las jarras. El elemento más destacado y que más lo diferencia de los pasos de Cristo es el palio. El palio es una estructura que cubre el paso y que está compuesto por un techo, bambalinas frontales y laterales y en algunas ocasiones frisos o cresterías. El palio está sostenido por seis pares de varales que se distribuyen a lo largo de los costeros y que suelen ser de los mismos metales que los respiraderos. Pueden ir adornados con apliques de marfil o de madera. En el frontal del paso, como en los de Cristo, va el llamador y puede haber una fila de pequeñas jarritas de plata para llevar flores. Frecuentemente suelen ser ocho, aunque a veces son diez, o serán seis si se combinan con la vela rizada. Detras de estas jarritas se extiende la candelería, que es como se suele denominar en términos generales a la iluminación del paso de palio, y que son filas sucesivas de palmatorias de plata que ganan en altura cuanto más hacia atrás están y que portan cirios (suelen llevar impresos el escudo de la Hermandad).
La candelería está compuesta por un mínimo de ochenta piezas y un máximo de unas ciento veinte. El cirio que va junto a la Dolorosa es la vela guía, pues sirve de referencia para que las demás vayan completamente verticales. Cuando la cofradía no es de rigurosa penitencia, es costumbre que la vela guía se adorne con flores, sobre todo rosas, y hojas de distintos tamaños y formas. Todos estos adornos están hechos de cera. Y este cirio con adornos es la «vela rizá» o cera rizada. Suele estar la candelería dividida en dos bloques, uno a la derecha y otro a la izquierda para que quede en medio un espacio por el que se pueda apreciar por completo a la Virgen. En este espacio en la delantera del paso, llamado calle, suelen ir miniaturas de otras Vírgenes o relicarios, que se denominan imagen venera. La Virgen va sobre la peana, que es una estructura de plata que alza a la imagen varias decenas de centímetros sobre la base de todo el paso. En la peana puede ir, acompañando a la Virgen, una imagen de San Juán.
. En los costeros del paso y situados entre los varales encontraremos jarras de plata para piñas o melones de flores. Suelen ser tres grandes y una mediana en cada lado. Cada jarra grande suele llevar unas catorce docenas de claveles (ésta la flor habitualmente elegida) y cada jarra mediana, unas doce docenas. Al final de los dos costeros encontramos los candelabros de cola, que suelen estar realizados en los mismos metales que el resto del paso de palio. Su función es iluminar el manto de la Virgen y la trasera del paso y cada uno lleva de ocho a catorce puntos de luz. Estos candelabros son de estilos muy variados. Aparecieron en las últimas décadas del siglo XIX. Las tulipas del candelabro de cola suelen terminar con unos adornos metálicos llamados "crestería". Algunas hermandad lleva en vez de tulipas pequeños faroles en estos candelabros. Sin embargo, algunas hermandades de rigurosa penitencia siguen con los faroles de entrevarales. El palio, en un principio, iba portado por hermanos o clérigos, y detrás del paso de misterio (de los varales de este tipo de palio están hechas la Cruz de Guía y las astas de algunas insignias de la Hermandad de las Angustias). El primer palio sobre un paso es el de la Concepción de Sevilla, de finales del XVI, y tenía cuatro varales. Años después, aparecen los palios de seis varales, de ocho y a mediados del XIX en casi todos los pasos hay doce varales. Varales metálicos, de plata de ley o de plata cofradiera, siempre han existido. Pero hasta bien entrado el siglo XIX hubo varales de madera; la madera torneada o tallada después era dorada, e incluso hubo varales que iban simplemente pintados con los colores litúrgicos o penitenciales. Todos los varales terminaban en esparraguillos e iban atornillados al tablero. Desde hace algunos años sólo terminan en esparraguillos los cuatro varales de las esquinas, los demás llevan pernos, así quedan casi sueltos y el palio sigue mejor el ritmo de los costaleros. Sobre el perno se sitúa, el basamento, que es la parte visible inferior del varal, que suele llevar imágenes de los Apóstoles o otros Santos o advocaciones de la Virgen. Al cuerpo estructural del varal se le llama tubo y está dividido en secciones separadas por macollas. Finalmente, el extremo superior del varal, que sobresale al palio se denomina perilla. El palio tiene su origen en el dosel y tenía las caídas rectas; eran unas franjas de terciopelo terminadas con flecos o caireles. Y también en los últimos años del siglo pasado las hermanas Antúnez comienzan por quebrar y ondular el borde inferior de las caídas. Juan Manuel Rodríguez Ojeda impone esta moda, y ya tenemos el actual palio de cajón. Años después, también diseña con curvas y contracurvas la parte superior de las caldas, y crea el palio de formas o de figura, o el palio sevillano. Hay otro tipo de caídas, toda de orfebreria, y dan origen al llamado palio rígido; pero creo que este tipo de caídas no tienen su origen en el dosel, sino en el baldaquino. El techo de palio por su cara inferior es casi siempre de terciopelo, y profusamente bordado. En el centro, y como eje de toda la composición, hay un medallón o cartela. En el medallón, y de bulto redondo, se suele representar al Espíritu Santo o, en alto relieve, una imagen de la Inmaculada, de la Virgen de los Reyes (patrona de la Archidiócesis de Sevilla); siempre es una advocación de gloria, y quizas por esto o porque está en todo lo alto, a este medallón se le conoce por la gloria. La composición y el dibujo del resto del techo del palio quedan supeditados al contorno del medallón y el conjunto nos puede recordar un riquísimo tapiz o una lujosísima encuadernación. En los palios de cajón y en los sevillanos, el techo y las caídas son del mismo material, dibujo y estilo. En los palios rígidos las caídas las hace el orfebre, y el techo, el bordador. La palabra maría servía para designar a los cordones que simulan sujetar el palio a los varales. y el remate de las marías suele denominarse bellota. En el paso de palio y formando parte del esqueleto está el ahuecador -armazón de hierro que hace posible que los adornos y bordados del manto se puedan contemplar de manera perfecta-; soporta todo el peso de éste, evitando que la imagen sufra ningún tipo de presión o deterioro. Las imagenes de la Dolorosa se designan de talla, de vestir o de candelero. En cuanto a las prendas con que se visten la imagen lleva unas enaguas y unos manguitos; y sobre esto la saya, compuesta por corpiño, mangas, fajín o cíngulo, y la saya o falda. Todo queda arropado por el manto, y sobre éste va la toquilla de sobre manto; en algunos mantos los bordados de la parte superior simulan una toquilla. El rostro de la Dolorosa queda enmarcado por un trozo de tela finísima o encajes muy antiguos. Su colocación no es nada fácil y además resulta la piedra de toque para que una imagen esté muy bien o muy mal vestida. A esta prenda nosotros le decimos rostrillo. De cualquier forma, esta descripción está llena de generalidades, siendo cada paso de misterio y cada paso de palio totalmente diferente a los demás. Cada uno tiene detalles que los hace ser únicos y hemos tratado de analizarlos en la referencia dedicada a cada paso de las distintas cofradías. - Testo e foto tratti da Semana Santa de Jerez - Caracteristicas de los Pasos.

LE "SAETAS"

Le Saetas sono canti religiosi spagnoli di venerazione.
La saeta è generalmente improvvisata e senza accompagnamento, eseguita nelle processioni della Settimana Santa e ha origine nel folclore andaluso. Si tratta di una melodia di esecuzione libera, piena di lirismo, di influenza araba. Attinge allo stile del cante jondo proprio della tradizione musicale del flamenco.
Il testo è composto di vari versi ottonari e ha sempre un significato religioso che allude ai fatti e personaggi della Passione. Si canta in onore delle immagini dei pasos che sfilano per le strade durante la Settimana Santa.

Musica e interpretazione

La Saeta antigua (vecchia Saeta) probabilmente sorse dalla recitazione di salmi sotto l'influenza della musica liturgica. "Le Saetas variano fortemente in forma e stile, classificabili dalle semplici melodie sillabiche alle molto più complesse e ornamentali." Fin dal XIX secolo, comunque, le Saetas più in uso hanno incorporato distinti elementi associati alla musica del Flamenco, particolarmente le siguiriyas. La Saeta è meglio conosciuta per il suo risvolto doloroso e luttuoso durante la Settimana Santa, quando dalla tradizione cattolica il canto è eseguito durante le processioni da religiosi confraternite che vanno per le strade di città e villaggi nel sud della Spagna.
Possedendo una intensità emozionale nei lamenti, e pregnanza drammatica, la Saeta è cantata dal saetero, spesso da un balcone, e può essere indirizzata alla statua di Gesù sottostante, nella sua agonia lungo la via Via Dolorosa, o a quella della sofferente madre Maria. Queste e altre statue sono montate su piattaforme e portate lungo le strade sulle spalle dai penitenti che passano tra la folla.
Ecco due esempi di saetas, indirizzate alle due statue simbolo della Semana Santa Sevillana: Jesus del Gran Poder e Maria SS. ma de la Esperanza Macarena.




L'immediata commovente risposta della Saeta, spesso di intensa contrizione, può essere la ragione del suo nome, poiché la parola saeta in spagnolo significa "freccia o freccetta" (o anche "germoglio di vite" o "lancetta di orologio" o "ago magnetico"). Le Saetas sono cantate devozionalmente all'aperto nei giorni di Quaresima, o anche durante il periodo di Natale.
Una speciale forma di Saeta (la saeta carcelera) è cantata durante le visite nelle prigioni da parte di alcune confraternite. Molte delle città dell'Andalusia hanno un loro peculiare stile di Saeta.
È frequente cantare a cappella. Derivate dal flamenco, le musiche sono le melismas, tercios, e altri ornamenti. Essendo una dei cantes a palo seco, il cantore può anche essere accompagnato da tamburi battenti, o da corni. Ogni accompagnamento è in genere in 2/4 o 6/8. Comunemente il saetero canta in chiave minore finendo sulla dominante; la velocità (meter) dei differenti versi sarà spesso variata secondo l'interpretazione. Vengono considerate le origini Arabe ed ebraiche.
I Palos del flamenco adottati dalla Saeta includono specialmente le siguiriyas e le martinetes, altri includono la saeta por soleares, por polos, por cañas, e por fandangos. Il cantore Manuel Torre (1878-1933) era rinomato per le sue Saetas.
Di un diverso retaggio, la Saeta è diventata un frutto artistico emozionante di molte culture. I Gitani "si sentono identificati con gli episodi della Passione e considerano Gesú come un fratello caduto in disgrazia che soffre persecuzione e morte." Niente ovviamente può sostituire, per la dedizione e il contegno, il testimone della Saeta.
"La saeta, dunque, costituisce la sintesi antropologica dell'andaluso (profondità, plasticità, signoria, dolore metafisico) incoronata a santità. La saeta esige il massimo di veracità passionale, per il fatto che a nessuno è dato arrampicarsi nell'audacia delle sue ayes senza la potenza e la certezza che offre la possessione eroica del dolore."

- Testo, foto e filmati tratti dal web.

VENERDI' E SABATO DI PASSIONE (Viernes de Dolores y Sábado de Pasión)

Nei due giorni antecedenti la Domenica delle Palme (Domingo de Ramos) a Siviglia di svolgono diverse processioni che, diversamente da quelle della Settimana Santa (Semana Santa), non transitano per la Cattedrale.

VENERDI' DI PASSIONE

SABATO DI PASSIONE

La Misíon

HERMANDAD DE LA MISION

Archicofradia del Inmaculado Corazón de María, Hermandad Sacramental y Cofradía de Nazarenos del Santo Cristo de la Misión, Nuestra Señora del Amparo, San Juan Evangelista y San Antonio María Claret.



Sede: Parroquia de San Antonio María Claret.


1 Paso: Santo Cristo de la Misión.


ABITO CONFRATERNALE:


                        https://www.facebook.com/hermandadlamision


- GALLERIA FOTOGRAFICA -


- Foto tratte dal sito http//www.rafaes.com.


- VIDEO -

2010



2011




2016




2019

Pino Montano

HERMANDAD DE PINO MONTANO

Hermandad y Cofradía de Nazarenos de Nuestro Padre Jesús de Nazaret, María Santísima del Amor, San Marcos Evangelista y San Isidro Labrador.




Sede: Parroquia de San Isidro Labrador (Pino Montano).


2 Pasos: Nuestro Padre Jesús de Nazaret y María Santísima del Amor.


ABITO CONFRATERNALE:




- GALLERIA FOTOGRAFICA -


- Foto tratte dal sito http://www.rafaes.com.


- VIDEO -

2009



2011




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N.B. - Tutte le foto provengono dall' archivio privato del dott. Franco Stanzione ed è vietato riprodurle senza il suo consenso e/o omettendo di citarne la fonte.

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